In queste poche righe voglio cercare di fare chiarezza su due tecniche che sono fondamentali per i professionisti della compravendita immobiliare, e che aiutano i clienti a superare un dubbio comune: “Come sarà veramente questa casa?”
Virtual staging.
Questa tecnica è l’evoluzione dell’home staging tradizionale, più indicato ad appartamenti già rifiniti e che richiedono poche modifiche, prevede l’allestimento fisico della casa con mobili, pittura e accessori per renderla più attraente ai potenziali compratori. L’home staging virtuale, invece, è più utile quando si vende su carta oppure quando la casa richiede una ristrutturazione o delle modifiche che cambieranno il suo aspetto, grazie al rendering si potrà offrire una soluzione più economica, rapida e ragionare subito sul potenziale nascosto.
In effetti, potremmo dire che il virtual staging è una applicazioni del rendering, un termine che oggi fa parte del vocabolario di molti, grazie anche alla sua diffusione nelle costruzioni e nell’architettura. Inizialmente nato per aiutare i professionisti e i tecnici a comunicare tra loro, il rendering si è diffuso nell’ambito della vendita e ovunque sia richiesta un’eloquente comunicazione grafica, per far vedere come potrebbe trasformarsi un immobile, prima ancora che i lavori vengano effettuati.
E ora arriviamo a noi, e vediamo come il rendering e il virtual staging si applicano nel settore immobiliare.
Quando dobbiamo presentare un progetto che magari non è ancora stato realizzato, il nostro compito è immedesimarci in quello che potrebbe diventare. È importante considerare il gusto del momento, il probabile budget dei futuri acquirenti, la zona in cui si trova l’immobile, e poi cercare di mostrare, in modo coerente, come potrebbe essere quella casa. Lo scopo è far sognare il visitatore, ma senza persuaderlo evitando la più classica delle accezioni: “Bello, ma poi sarà davvero così?”
La difficoltà risiede quindi nel comunicare un progetto che non esiste a un cliente immaginario. Sembra impossibile, vero? In realtà, non lo è affatto.
Quando si parla di rendering, l’importanza non sta solo nella qualità grafica, ma soprattutto nell’empatia e nella sensibilità nel riuscire a capire ciò che il cliente target sta cercando. È proprio questa connessione che farà la differenza.
“L’uomo non è turbato dalle cose, ma dalle sue opinioni su di esse.”
– Epitteto –

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